cattiva comunicazione e pessime idee

Il caso del Fertility Day rischia di essere un classico da manuale di cattiva comunicazione. Ne abbiamo sentito parlare moltissimo in questi giorni, una prima volta quando il programma è stato reso pubblico, con le sue grafiche terrificanti e gli slogan scadenti. La seconda ondata di indignazione a pochi giorni dal 22 settembre, con la pubblicazione di questo opuscolo ancora peggiore dei primi, con una chiara nota di razzismo per giunta. Una serie di figuracce imperdonabili per il ministero della salute, davvero! Il caso ormai è stato analizzato sotto tutti i punti di vista, personaggi pubblici e non hanno detto la loro sui social media, sui blog, concordando sulla qualità negativa di questi fatti. Qui uno degli articoli che trattano il “caso di studio” del Fertility Day che ho letto con interesse.

Il problema dal mio punto di vista non è soltanto nella campagna di comunicazione inefficace e dannosa, ma ancora prima nel pensiero che vi sta dietro. Non è possibile considerare l’elaborazione di programmi di questo tipo, rivolti alla popolazione, come qualcosa di distaccato dalla loro successiva comunicazione…la lunga serie di scelte sbagliate non si può imputare solamente allo step “finale” della resa grafica, ma deriva certamente dal pensiero distratto e superficiale che lo precede. La domanda che mi resta in testa alla fine è: viviamo su due pianeti diversi? Perché è evidente che chi ha concepito il Fertility Day non conosce la vita delle persone alle quali dovrebbe essere rivolto.

Possiamo trarre da questo caso una sintetica lista di cattive pratiche da NON seguire per fare buona comunicazione:

cliché > il luogo comune è il peggior modo per convincere qualcuno di qualcosa, se inoltre offende qualcuno ci fa anche arrabbiare

superficialità > non si può parlare alle persone come fossero una mandria di esseri indistinti e senza considerare tutti i casi particolari, specialmente i più sensibili

tono freddo, prescrittivo > sì anche scrivendo abbiamo un tono di voce, e deve essere appropriato, per sensibilizzare non si deve terrorizzare

foto rubate (e pure brutte) > le immagini riciclate vengono subito riconosciute! usiamo immagini originali e saremo solamente noi i fautori della nostra fortuna (o sfortuna, dipende)

campagna

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